IL VOLONTARIATO AL WWF DI ASTI

VOLONTARI CHE PIANTANO ARBUSTITutte le attività presentate nel nostro sito web e tanto altro ancora, sono frutto dell'opera dei volontari, che da oltre 20 anni si sono susseguiti con alterne vicende nella sezione WWF di Asti. Chiunque voglia impegnarsi concretamente per la tutela dell'ambiente, può trovare con noi tante occasioni per impiegare in modo utile ed intelligente il proprio tempo libero ed energie, con grande soddisfazione personale, in un contesto di amicizia e con la possibilità d'imparare tante cose sulla natura da chi se ne occupa da anni, anche a titolo professionale.
Tutti i pomeriggi del sabato, ormai da anni ci troviamo a Villa Paolina, perno delle nostre attività e fulcro del nostro sistema di oasi. Potete venirci a trovare, anche solo per chiedere informazioni. Potrete incontrare persone come Valentino, l'uomo dal "pollice verde" grande costruttore di nidi artificiali e tante altre bellissime cose, o conoscere Teo, responsabile dell'oasi "Il Verneto" e del progetto di Archivio Biologico, o Marco, divulgatore ambientale, esperto di didattica, responsabile dell'oasi "La Bula", o Cecilia, attivista da tanti anni, ora professionista nel settore del compostaggio.
Contattateci tramite la posta elettronica o ai numeri di telefono, che compaiono nelle varie sezioni del sito.
Ogni persona di buona volontà è la benvenuta !

VALENTINO SPIEGA IL SEMENZAIO
MARCO ILLUSTRA UNA BACHECA
CECILIA SPIEGA IL COMPOST TEO ALLA FESTA DELLE OASI 2004

Come lavorare concretamente per la natura: I NIDI ARTIFICIALI
Le cassette nido o più in generale i nidi artificiali sono dei parallelepipedi in legno, con un piccolo foro d’entrata utilizzabile dai piccoli uccelli che abitano le cavità; possono quindi essere considerati dei veri e propri surrogati di cavità naturali. Se il classico nido di uccello è, nell’idea di ciascuno di noi, la coppa di rametti o pagliuzze posata alla biforcazione di un ramo, in realtà il mondo alato presenta una varia tipologia di nidi in relazione alle specie considerate. Molte specie di uccelli, infatti, nel tentativo principale di costruire nidi sicuri dai predatori e riparati dalle intemperie, hanno adottato la strategia del nidificare in cavità.
Capita spesso che in ambienti potenzialmente adatti alla nidificazione siano trascurati dagli uccelli perché non trovano i luoghi idonei alla nidificazione, ossia le cavità.
I boschi cedui per esempio, negli anni immediatamente successivi al taglio, pullulano di insetti che potrebbero fornire ricco nutrimento agli uccelli che prediligono questo cibo; mancano però le cavità negli alberi, che alle cince e ad altri piccoli Passeriformi sono indispensabili per collocarvi il nido. Così pure il taglio degli alberi per ricavarne legname elimina gli alberi adulti che sono quelli che offrono più facilmente cavità per queste nidificazioni.
E’ questo il caso di molti boschi italiani dove non c’è spazio per molti di questi uccelli solo per mancanza di cavità, ovvero di grandi alberi.
In città invece gli alberi sono piantati e “curati” dai giardinieri, e per altri motivi dunque le cavità sono ancora più rare. In questi ambienti la densità nidificante di molti uccelli è molto limitata dalla carenza di cavità idonee e disponibili. Mentre quando la natura è lasciata a se stessa non ha certo bisogno dell’aiuto dell’uomo, tanto meno dei nidi artificiali. Quando invece l’uomo interviene o è intervenuto sull’ambiente modificandone l’equilibrio allora alcune azioni sono possibili e necessarie per limitare i danni arrecati.
Molte esperienze hanno dimostrato come, apponendo nidi artificiali in boschi giovani o in ambienti urbani, la presenza nidificante di molte specie aumenti sensibilmente. L’installazione di nidi artificiali costituisce uno degli interventi di protezione della fauna più facilmente realizzabili e efficaci, perché può aiutare concretamente gli uccelli nel momento più importante della loro esistenza: la riproduzione.
I nidi artificiali vengono adoperati soprattutto in campagna per incrementare il numero degli uccelli insettivori che con la loro frenetica attività predatoria verso gli insetti sono assai utili per limitare i danni ai campi e alle coltivazioni consentendo inoltre di impiegare quantitativi sensibilmente inferiori di antiparassitari e veleni agricoli in genere. Non ha nessun senso però vedere nidi artificiali installati in un vigneto diserbato.
Consigli per l’installazione del nido artificiale
Per prima cosa è meglio installare il nido in un luogo poco disturbato, dove cioè non ci siano troppe persone, cosa che potrebbe favorire un forte stress nella coppia in cova, stress che può anche indurre gli uccelli ad abbandonare la nidiata.Il nido va posizionato dai due ai quattro metri di altezza (di più per alcuni nidi particolari – per civetta, allocco, assiolo e upupa) e va legato in maniera stabile con del filo di ferro o altre materiale ad un tronco di medie-grosse dimensioni.
E' molto importante mettere il nido in una posizione protetta dagli agenti atmosferici: in particolare dovremo posizionare il nido con una certa inclinazione in modo che la pioggia non riesca ad entrare nel foro d'ingresso per evitare che questa possa nuocere ai nidiacei indebolendoli e portandoli anche alla morte. Inoltre è preferibile disporre il nostro nido in modo che non sia esposto ai venti prevalenti (nel Piemonte prevalgono soprattutto i venti nord-occidentali e quelli occidentali che possono essere anche violenti) ma nemmeno al sole più forte in quanto un'eccessiva insolazione può essere letale per i nidiacei.
La situazione migliore sarà dunque un nido rivolto a Nord o a Est. Un altro discorso deve essere fatto per i predatori terrestri (gatti e mustelidi in genere) i quali sono spesso degli abili arrampicatori e, per evitare che arrivino a predare i nidiacei, si può installare una sorta di cono rovesciato in metallo subito sotto il nido
I nidi artificiali che servono ad offrire un sito di nidificazione agli uccelli possono anche essere utilizzati per trascorrervi l'inverno o per ripararsi dalle condizioni climatiche sfavorevoli. Anche il ghiro e altri piccoli mammiferi utilizzano spesso il nido artificiale come nicchia in cui poter andare in letargo e superare così l’inverno.
Considerando la manutenzione del nido, si ricorda che, proprio come le mangiatoie, la pulizia è d'obbligo infatti aprendo il nido una volta che i nidiacei hanno si sono allontanati, si rinvengono muschi, peli, insetti, deiezioni… tutti fattori la cui presenza potrebbe fare in modo che alcuni uccelli possano, in futuro, disertare il nido (le cince cercano proprio i nidi puliti dove cioè non vi sia stata presenza di altri uccelli, scelgono pertanto nidi "puliti", non di seconda mano). Va quindi rimosso tutto il materiale che troveremo nel nido. Tale operazione deve essere effettuata nel mese di Febbraio (prima della nuova stagione riproduttiva) quando cioè non troveremo nessun "ospite" nel nido.

VALENTINO E I NIDI ARTIFICIALI

Il Giardino naturale
Ecco alcuni consigli per tutti coloro che hanno a disposizione un piccolo giardino, e che vogliono ricreare le condizioni favorevoli per attirare tutta una serie di graditi ospiti (farfalle, uccelli e piccoli mammiferi):
• lasciare qualche porzione di prato incolto (tagliando l’erba una-due volte l’anno cercando di favorire la diversità delle specie erbacee ed eliminando le specie esotiche)
• lasciare, in alcuni spazi del giardino, le foglie cadute (ma anche frutti)
• creare dei cumuli di ramaglie (non bruciarli) che possono offrire riparo a insetti e a vertebrati come il riccio
• lasciare del legno morto anche di grandi dimensioni a disposizione degli insetti xilofagi (per esempio le cerambici e il cervo volante) e per i picchi
• sistemare nidi artificiali, mangiatoie che in inverno andranno fornite di semi di girasole (alcune specie come il fringuello mangiano esclusivamente a terra, quindi i semi andranno anche buttati direttamente sul terreno) e abbeveratoi per gli uccelli (ancora meglio creare un piccolo stagno)
• … e soprattutto mettere a dimora alberi e arbusti autoctoni (e non piante esotiche esclusivamente ornamentali) che offrono cibo e riparo ad insetti e ad uccelli; anche alcune specie ritenute “erbacce” possono attirare molta “vita” come il rovo, il cardo, l’ortica...
Gli arbusti che possono esseri utilizzati nella realizzazione di un giardino “naturale” sono il nocciolo, il ligustro, il viburno, le rose selvatiche, il sorbo domestico e degli uccellatori, il biancospino, il ginepro, il prugnolo, il sanguinello, il sambuco, e la berretta da prete. Anche i rampicanti possono attirare gli uccelli (soprattutto la vitalba e l’edera).
Tra gli alberi non possono mancare poi il cilegio selvatico, il melo selvatico e, se si hanno a disposizione spazi maggiori, quercia, castagno, acero campestre, carpino bianco e nero.

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