La Biodiversità della
Provincia di Asti

SABATO 19 MAGGIO 2007- CENTRO CULTURALE "S. SECONDO" ASTI

LOCANDINA CONVEGNO BIODIVERSITA'L’idea del convegno sulla biodiversità della provincia di Asti è nata nell’inverno 2006/2007, quando gli effetti del cambiamento climatico si sono fatti sentire più intensi, con temperature troppo elevate e una siccità terribile, che ha colpito anche la provincia di Asti.
E’ sembrato giusto cercare di fare il punto delle attuali conoscenze su flora e fauna e soprattutto far conoscere al pubblico e agli amministratori pubblici le peculiarità delle specie censite e nel contempo far capire l’importanza della conservazione di quanto resta e quali sono gli strumenti e i metodi per farlo.
Al convegno sono intervenute circa 100 persone, provenienti da tutto il Piemonte, non solo esperti dei vari settori naturalistici, ma anche tecnici della pubblica amministrazione, studenti e insegnanti.
Dopo il saluto delle Autorità, cioè il sindaco di Asti, prof. Voglino, il presidente del Consorzio Universitario di Asti, dr. Maggiora, e il prof. Valfré, presidente del Comitato Scientifico dell’Università di Asti, si è iniziato il convegno con la bellissima relazione del prof. Bogliani, che ha catturato l’attenzione del pubblico presente con una spiegazione semplice e molto efficace sul concetto di biodiversità e sull’importanza della sua conservazione. E’ seguito l’intervento di Guido Trivellini dell’ufficio ecoregionale del WWF-Italia, che ha esposto quanto realizzato in Lombardia col metodo ecoregionale WWF per il censimento della biodiversità e la programmazione gestionale.
Si sono poi susseguite le comunicazioni scientifiche, cominciando da quelle di Franco picco e Guido Blanchard sui lineamenti geobotanici e sulla tipologia dei boschi dell’Astigiano e continuata da Mario Filippa del Gruppo Micologico “G.Camisola” sui funghi di Valmanera. A questa è seguita quella di Giorgio Baldizzone sui Lepidotteri della provincia di Asti, con la presentazione di una specie nuova per la Scienza dell’oasi WWF di Valmanera, Coleophora aleramica, un microlepidottero Coleophoridae dall’aspetto verde bronzeo con riflessi metallici. Questa scoperta è un esempio di come la biodiversità riveli sempre nuove sorprese, se si conserva l’ambiente. La sessione del mattino è stata conclusa da Gianni Allegro, che ha illustrato le ricerche sui coleotteri Carabidae, con un quadro nitido sulle attuali conoscenze e la focalizzazione su specie di notevole interesse per la loro rarità e il significato biogeografico della loro presenza in provincia di Asti.
COLEOPHORA ALERAMICALa sessione pomeridiana, iniziata con la relazione di Mariuccia Cirio sulle reti ecologiche, e continuata da Marco Devecchi con un contributo sulla tutela del paesaggio, si è poi svolta con le relazioni naturalistiche di Teo Ferrero (orchidee di Loazzolo), Fabio Viarengo (vegetazione e flora del Tanaro e delle oasi WWF), Enrico Caprio (l’avifauna), Paolo Debernardi (i mammiferi), Franco Correggia (fora del nord-ovest Astigiano). Di grande fascino e veramente commovente è stato il simpatico intervento di Giovanni Onore, l’ideatore della Riserva di Otonga (Ecuador) che di passaggio in Italia, ha portato al convegno le immagini della straordinaria biodiversità della porzione di Ande da lui salvata.
Le conclusioni del convegno sono state curate del prof. Mario Zunino, dell’Università di Urbino, che ha sottolineato l’importanza del rigore scientifico, la proprietà dell’uso dei termini, ma la necessità di un linguaggio chiaro, che sia alla portata del largo pubblico e degli amministratori pubblici, che devono operare per la conservazione della biodiversità.
Il convegno si è chiuso con l’impegno a realizzare un volume di “ATTI” che serva da strumento per testimoniare la biodiversità della provincia di Asti nell’anno 2007.

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RELAZIONE MICOLOGICA